BALLESTRERO PIETRO / MIRABASSI GABRIELE :  KYRA  (VELUT LUNA)

Chitarra, contrabbasso, quartetto d'archi ed il clarinetto solista di Gabriele Mirabassi: tutti insieme, in diretta, nella bellissima acustica naturale della sala grande degli studi Velut Luna, ripresi da pochi, selezionati, microfoni, direttamente registrati in un master digitale ad alta risoluzione. L'improvvisazione è un gioco divertentissimo. Ho l'impressione che molto spesso la musica jazz venga creata attorno al desiderio di fare questo gioco e ad una volontà di espressione dell'abilità individuale dei musicisti. Le motivazioni e i principali obiettivi sembrano essere un insaziabile spirito di ricerca, l'originalità, l'energia collettiva, il virtuosismo e infine, eventualmente, la bellezza. Il mio punto di vista è sempre stato differente, e in questo lavoro mi sono ulteriormente allontanato da quel tipo di approccio. La musica di Kyra è nata in maniera emotiva, nel tentativo di rappresentare o creare qualcosa di bello. Ogni brano ha una storia da raccontare ed un legame diretto con un sentimento o uno stato d'animo, gioia, tristezza, rabbia, paura, amicizia, riso, pianto. Penso che la più pura forma di bellezza disponibile in musica sia il suono. Questo mi ha fatto innamorare dell'idea di suonare con questo tipo di formazione, e ha legittimato la scelta di semplificare altri elementi, come l'armonia, che ho considerato come strumenti, non così importanti di per sé ma funzionali a qualcos'altro. Da questo punto di vista l'improvvisazione può esserci oppure no, può essere individuale o collettiva, e può mescolarsi con il materiale scritto, funzionando come un ponte che unisce i diversi linguaggi presenti all'interno del gruppo. (Pietro Ballestrero)
BALLESTRERO PIETRO / MIRABASSI GABRIELE
KYRA
VELUT LUNA - CD: CVLD 228
Chitarra, contrabbasso, quartetto d'archi ed il clarinetto solista di Gabriele Mirabassi: tutti insieme, in diretta, nella bellissima acustica naturale della sala grande degli studi Velut Luna, ripresi da pochi, selezionati, microfoni, direttamente registrati in un master digitale ad alta risoluzione. "L'improvvisazione è un gioco divertentissimo. Ho l'impressione che molto spesso la musica jazz venga creata attorno al desiderio di fare questo gioco e ad una volontà di espressione dell'abilità individuale dei musicisti. Le motivazioni e i principali obiettivi sembrano essere un insaziabile spirito di ricerca, l'originalità, l'energia collettiva, il virtuosismo e infine, eventualmente, la bellezza. Il mio punto di vista è sempre stato differente, e in questo lavoro mi sono ulteriormente allontanato da quel tipo di approccio. La musica di "Kyra" è nata in maniera emotiva, nel tentativo di rappresentare o creare qualcosa di bello. Ogni brano ha una storia da raccontare ed un legame diretto con un sentimento o uno stato d'animo, gioia, tristezza, rabbia, paura, amicizia, riso, pianto. Penso che la più pura forma di bellezza disponibile in musica sia il suono. Questo mi ha fatto innamorare dell'idea di suonare con questo tipo di formazione, e ha legittimato la scelta di semplificare altri elementi, come l'armonia, che ho considerato come strumenti, non così importanti di per sé ma funzionali a qualcos'altro. Da questo punto di vista l'improvvisazione può esserci oppure no, può essere individuale o collettiva, e può mescolarsi con il materiale scritto, funzionando come un ponte che unisce i diversi linguaggi presenti all'interno del gruppo". (Pietro Ballestrero)
anche disponibiliemissione del 22 Ottobre 2012