ARK NOIR :  TUNNEL VISIONS  (YELLOWBIRD)

Il collettivo di Monaco di Baviera Ark Noir esplora l'universo dell'electronic beat music a cui aggiunge la libertÓ dell'improvvisazione. Nei loro spettacoli, la musica Ŕ, a volte, cruda e scarna, altre ricca di profonditÓ e struttura, ma comunque sempre pulsante ai pi¨ alti livelli energetici. Il quintetto tedesco usa sintetizzatori, sample pads ed una miriade di effetti ottenuti con i pedali per produrre paesaggi sonori che sembrano suonati utilizzando strumenti veri. Nel 2015, mentre tutti i membri della formazione stavano ancora finendo gli studi alla University of Music and Performing Arts di Monaco, il sassofonista Moritz Stahl ed il bassista Robin decisero di formare una band. Vollero subito con loro il batterista Marco Dufner ed il chitarrista Tilman Brandl. Circa un anno dopo, quando si uný loro anche il pianista e tastierista Sam Hylton, nacque formalmente lo straordinario progetto che prese il nome di Ark Noir. Tunnel Visions, album di debutto della band, si apre con un poema sonoro post apocalittico, basato su un leitmotif frastagliato, composto da Stahl che racconta: A Dystopian Society racconta una storia ispirata a romanzi e film di fantascienza, ambientati in un futuro distopico. Capitalismo, razzismo e tirannia sono parte di una societÓ distopica e si riflettono sulla societÓ attuale. Il disco Ŕ il risultato di un lungo processo di composizione ed improvvisazione, sia individuale che collettivo, a cui sono stati aggiunti e tolti elementi fino a che non Ŕ emerso un collage sonoro che Ŕ uno degli inni principali della band, ossia A Dystopian Society. La band passa da sonoritÓ ambient a ritmi dance pulsanti sui cui Stahl si libra con un fragoroso assolo al sax. Il brano che dÓ il titolo all'album Ŕ un pezzo contagioso, composto da Dufner e caratterizzato dall'assolo alla chitarra di Brandl che Ŕ, allo stesso tempo fieramente psichedelico e molto lirico. Per me, l'energia del pezzo rappresenta una sorta di apocalisse new age verso cui ci stiamo muovendo. E' quella sensazione di 'correre per la vita' come se ci fosse solo una possibilitÓ di scappare. Per me Ŕ un po' come un video game o un film di Jurassic Park spiega Dufner. Il vortice ritmico che Ŕ il brano Arkomplex Ŕ stato invece composto da Hylton. Anche se l'estetica del suono Ŕ di difficile catalogazione, la struttura compositiva Ŕ fortemente influenzata dalle prime registrazioni multitraccia di Lennie Tristano, in particolare da Turkish Mambo. Hylton offre un feroce assolo al piano prima che il gruppo si lanci in un ritmo esaltante che prosegue fino alla fine della traccia. Solo in Weightless alla musica viene aggiunta la parte vocale, in una riuscitissima collaborazione con la cantante Hannah Weiss e l'artista elettronico Ralph Heidel. Tunnel Visions Ŕ tutto questo e molto altro ancora!
ARK NOIR
TUNNEL VISIONS
YELLOWBIRD - CD: YEB 77932
Il collettivo di Monaco di Baviera Ark Noir esplora l'universo dell'electronic beat music a cui aggiunge la libertÓ dell'improvvisazione. Nei loro spettacoli, la musica Ŕ, a volte, cruda e scarna, altre ricca di profonditÓ e struttura, ma comunque sempre pulsante ai pi¨ alti livelli energetici. Il quintetto tedesco usa sintetizzatori, sample pads ed una miriade di effetti ottenuti con i pedali per produrre paesaggi sonori che sembrano suonati utilizzando strumenti veri. Nel 2015, mentre tutti i membri della formazione stavano ancora finendo gli studi alla University of Music and Performing Arts di Monaco, il sassofonista Moritz Stahl ed il bassista Robin decisero di formare una band. Vollero subito con loro il batterista Marco Dufner ed il chitarrista Tilman Brandl. Circa un anno dopo, quando si uný loro anche il pianista e tastierista Sam Hylton, nacque formalmente lo straordinario progetto che prese il nome di Ark Noir. "Tunnel Visions", album di debutto della band, si apre con un poema sonoro post apocalittico, basato su un leitmotif frastagliato, composto da Stahl che racconta: ""A Dystopian Society" racconta una storia ispirata a romanzi e film di fantascienza, ambientati in un futuro distopico. Capitalismo, razzismo e tirannia sono parte di una societÓ distopica e si riflettono sulla societÓ attuale". Il disco Ŕ il risultato di un lungo processo di composizione ed improvvisazione, sia individuale che collettivo, a cui sono stati aggiunti e tolti elementi fino a che non Ŕ emerso un collage sonoro che Ŕ uno degli inni principali della band, ossia "A Dystopian Society". La band passa da sonoritÓ ambient a ritmi dance pulsanti sui cui Stahl si libra con un fragoroso assolo al sax. Il brano che dÓ il titolo all'album Ŕ un pezzo contagioso, composto da Dufner e caratterizzato dall'assolo alla chitarra di Brandl che Ŕ, allo stesso tempo fieramente psichedelico e molto lirico. "Per me, l'energia del pezzo rappresenta una sorta di apocalisse new age verso cui ci stiamo muovendo. E' quella sensazione di 'correre per la vita' come se ci fosse solo una possibilitÓ di scappare. Per me Ŕ un po' come un video game o un film di "Jurassic Park"" spiega Dufner. Il vortice ritmico che Ŕ il brano "Arkomplex" Ŕ stato invece composto da Hylton. Anche se l'estetica del suono Ŕ di difficile catalogazione, la struttura compositiva Ŕ fortemente influenzata dalle prime registrazioni multitraccia di Lennie Tristano, in particolare da "Turkish Mambo". Hylton offre un feroce assolo al piano prima che il gruppo si lanci in un ritmo esaltante che prosegue fino alla fine della traccia. Solo in "Weightless" alla musica viene aggiunta la parte vocale, in una riuscitissima collaborazione con la cantante Hannah Weiss e l'artista elettronico Ralph Heidel. "Tunnel Visions" Ŕ tutto questo e molto altro ancora!
anche disponibiliemissione del 16 Settembre 2019